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Posa della prima pietra del 30 Giugno 2010

Posa della prima pietra del 30 Giugno 2010 - Parrocchia Santa Caterina

Si è concluso il 30 giugno il rito della posa della pietra della costruenda chiesa di San Giorgio in Donnalucata. Il Vescovo di Noto, monsignor Antonio Staglianò, ha esordito così nella celebrazione del pomeriggio:  “Costruiamo il tempio della nostra umanità”.

Alla presenza del parroco don Rosario Sultana, delle autorità civili e militari, è stato celebrato il rito della posa della prima pietra con la preghiera di benedizione, alla presenza dei parenti di Edmondo Riccotti La Rocca, che ha donato il terreno su cui la chiesa sorgerà: la vedova, Anita Manenti, i figli, Giovanni e Marina Riccotti La Rocca. “E’ con molta emozione che oggi celebriamo un momento storico, un evento rarissimo nella vita di una città, la posa della prima pietra per la costruzione di una nuova chiesa - ha dichiarato il sindaco di Scicli, Giovanni Venticinque. E’ stata una giornata particolare per la nostra comunità, resa ancor più straordinaria dalla presenza di tanti concittadini e di Sua Eccellenza, Monsignor Antonio Staglianò. Tra le cose più significative il sindaco ha sottolineato che "la presenza di un’istituzione educativa, culturale, morale, quale la Chiesa, è fondamentale. Perché una chiesa segna il senso di appartenenza, una chiesa in un quartiere è il segnale che c’è una presenza costante e continua di fede e speranza". Il Segretario della CEI Mons. Mariano Crociata (Vescovo emerito di Noto) nel suo messaggio inviato per l'occasione ha ricordato ai presenti al rito che "la costruzione di un edificio di culto costituisce anche una singolare occasione di entrare in dialogo ed in relazione con il tessuto urbanistico, sociale e, più in generale, culturale del territorio". Il parroco don Rosario Sultana a conclusione ha ringraziato tutti esortando a "sentirsi incoraggiati e spronati da me e dal vescovo a lavorare insieme, in cordata, in sinfonia, affinché ognuno sappia fare la sua parte a vario titolo e livello per il bene di tutti, dunque ci impegneremo insieme perchè la chiesa venga costruita bene e consegnata ai fedeli nei tempi previsti. E’ indispensabile in noi un atteggiamento positivo, di fiducia reciproca, di speranza e di fede in tutto quello che saremo chiamati a fare per l’edificazione di questa nuova chiesa. Nessuno di noi si senta inutile, escluso o estraneo a questo progetto, piuttosto ognuno scopra e metta a frutto i propri talenti, superando ogni forma di scoraggiamento o inadeguatezza, siamo invece chiamati ad un compito singolare ed originale per l’edificazione comune".