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ALLELUIA. IL SIGNORE E' VERAMENTE RISORTO! ALLELUIA

ALLELUIA. IL SIGNORE E' VERAMENTE RISORTO! ALLELUIA - Parrocchia Santa Caterina

Il mistero della Pasqua di Cristo dà una risposta alle domande dell’uomo. Il Signore Gesù con la sua resurrezione, ci consegna il continuo “passare” che non ha come suo termine ultimo la morte, ma la vita.

 

È nella festa che Cristo anticipa e ci fa vivere come primizia il passaggio definitivo alla vita eterna.

 

Questa festa diventa perciò affermazione della vita, rinnovata continuamente dalla resurrezione di Cristo. Il cristiano vive nella certezza di essere ormai radicalmente libero, senza temere più nulla per la sua vita, ma nella certezza di una gioia continua da condividere insieme agli altri fratelli nella fede.

 

Diversi gli atteggiamenti del cristiano in questo periodo: la gioia che nasce dalla fede che Cristo è veramente risorto e ci ha reso partecipi della sua resurrezione; la libertà vissuta nei sacramenti pasquali che fanno impegnare il cristiano nella testimonianza; la comunione fraterna inaugurata dal sacrificio di Cristo che ha fatto di tutti gli uomini, un solo popolo, abbattendo ogni divisione.

 

In questo periodo di Pasqua, celebrare l’Eucarestia significa in particolare riconoscere tutte le manifestazioni di Gesù risorto nella sua Chiesa: renderci strumenti di queste manifestazioni come membri del popolo sacerdotale; rendere grazie al Padre per la presenza continua tra noi di Gesù risorto.

 

Radicati nella resurrezione di Cristo, noi dobbiamo vivere nel Risorto tutta la realtà umana, con le sue gioie, le sue sofferenze, le sue lotte. Ed è nella resurrezione di Cristo che dobbiamo scoprire il senso di tutta la nostra esistenza.

 

«In Gesù risorto e anche in noi è già arrivata l’alba. È ora di porsi all’opera, perché il tempo passa rapidamente e il Regno dei cieli si approssima nella nostra esistenza. Consapevoli che la vita rappresenta il nostro banco di prova, soprattutto nei momenti più dolorosi e impegnativi, attraverso di essa dobbiamo gridare un incontro fatto in prima persona con il Cristo Risorto.

 

Un incontro che non posso trattenere solo per me, ma che urge di essere condiviso, come un tesoro che si moltiplica e dilata, quanto più incisiva ne è la testimonianza.

 

Per mettere in pratica tutto ciò, è necessario riconoscere Dio nella storia, nella nostra storia!

 

Urge aprirsi senza riserve all’incontro con Dio, con Lui che ci “vuole tutti”, che non si accontenta, che sempre si mostra a noi e ci indica un percorso di crescita e di realizzazione, che ci svela l’unica possibilità di eternità: morire a noi stessi per Amore!

 

Urge essere di Gesù sempre e comunque: a casa, a scuola, a lavoro, non solo nel gruppo parrocchiale, la domenica a Messa, nelle occasioni pubbliche.

 

Urge credere alla bontà di Dio nell’abisso delle nostre miserie e delle nostre solitudini, di credere al suo perdono quando siamo nella colpa, alla vita nella morte, alla vittoria nella sconfitta, alla sua presenza colma di grazia nell’abbandono.

 

Chi ha incontrato Dio, guardando la croce di Gesù Cristo, sa come Egli si nasconda in modo sorprendente in questo mondo, sa come Egli si faccia vicino proprio laddove noi lo pensiamo estremamente lontano.

 

Chi ha trovato Dio nella croce perdona anche tutti i suoi nemici, perché Dio ha perdonato lui. È questo che ci rende “diversi” dagli altri! L’Amore cristiano è una esperienza di trasfigurazione, di approfondimento e di chiarificazione della nostra umanità provocata dall’avvenimento dell’incontro con Gesù Cristo, uomo vero e Figlio di Dio». (A. Staglianò, L’alba di un nuovo giorno. Fede cristiana e Coscienza umana, 25-27).

 

Auguri di una Santa Pasqua!!!

04/04/2013 17:55 commenti (0)